Non è solo un voto: è una linea di confine sul futuro della democrazia italiana.
Nel 2026 l’Italia sarà chiamata a decidere se separare le carriere tra giudici e pubblici ministeri. Una scelta che viene presentata come tecnica — ma che in realtà tocca il cuore dello Stato di diritto. Democrazia ferita entra dentro questo referendum, ne ricostruisce la storia, smonta gli slogan e analizza le possibili conseguenze.
Tra dati e fatti, questo libro mostra come la riforma potrebbe ridefinire gli equilibri tra politica, giustizia e poteri economici, mettendo a rischio l’indipendenza di chi indaga sui reati dei colletti bianchi. Un modello di giustizia più gerarchico, più esposto alle pressioni del potere. Meno libero. Non è un referendum per addetti ai lavori: è una scelta che può indebolire le garanzie dei cittadini e il principio di uguaglianza davanti alla legge.
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